La Mindfulness
– termine che designa lo stato di pienezza raggiunto attraverso la meditazione – è un potente strumento per lo sviluppo e la realizzazione del potenziale umano. Il suo scopo, certamente unico, é di condurre il partecipante alla capacità di sviluppare una comprensione trasformativa dell’esperienza, rendendo il suo cervello più creativo e dinamico, inoltre é l’occasione per apprendere che il modello della nostra esperienza di vita è modificabile in ogni istante. Momenti di lucida visione e chiarezza intuitiva, sviluppabili attraverso la meditazione, corrispondono a una sorta di ‘riavvio’ (re-boot) del cervello che scioglie pattern mentali abituali e cristallizzati e ne ricostruisce altri più elastici, più ricettivi, più potenti.

Da molto tempo la meditazione è riconosciuta come un cammino laico adatto a chiunque, qualsivoglia sia la sua confessione religiosa, etnia o credo sociale. Appartiene a chiunque voglia migliorare la propria esperienza di vita. La presenza della meditazione anche in corsi per aziende rivolti a manager non dovrebbe stupire.

È scientificamente dimostrato che la meditazione agisce sulle sinapsi cerebrali e sulla produzione di endorfine, acuendo l’intuizione e innalzando la felicità. E non vi è dubbio sul fatto che quando si sta bene con se stessi si compiono azioni meravigliose.

Gli insegnanti di Mindfulness di Imaginal Academy sono eccezionali poiché hanno tutti alle spalle lunghi periodi di pratica negli Eremi della Foresta ove risiedono i monaci theravada della tradizione più antica e originaria.

Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero, insegnanti di mindfulness

Selene Calloni Williams parla di Mindfulness Immaginale al TG5

La meditazione e il fare anima.

Selene Calloni Williams ha dimorato oltre sei anni negli eremi della foresta dei monaci theravada in Sri Lanka e Birmania. Diretta allieva del venerabile Ghata Thera, ha pubblicato vari scritti sulla meditazione tra i quali il recentissimo libro “Anche gli atleti meditano, seppur di corsa“, ed Mediterranee, che sta riscuotendo un grande successo in Italia portando molti sulla via delle meditazione.

Rientrata in Europa, Selene si è trasferita in Svizzera ed è divenuta allieva del celebre psicoanalista James Hillman, padre della psicologia immaginale, con il quale ha pubblicato “Corpo spirituale e Terra Celeste“.

L’insegnamento di Selene Calloni Williams unisce la tradizione più pura della meditazione degli eremi della foresta con la grande visione del fare anima di James Hillman ed in questo modo è capace di parlare al cuore degli occidentali in modo molto profondo.

Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero

Il racconto della vita nella foresta di Selene Calloni Williams è riportato nel libro “Anche gli atleti meditano, seppur di corsa“, una lettura che appassiona, cattura e trasporta, ma anche cambia molti luoghi comuni sulla meditazione e apre nuovi orizzonti alla pratica quotidiana del meditare.


Selene Calloni Williams e la monaca Naw Thaung Thin Thin Noung

 

A chi sono rivolti i corsi di Mindfulness di Imaginal Academy

A tutti coloro che vogliono ricevere un insegnamento originario, non contaminato dalle mode, a chi vuole imparare a meditare per migliorare la qualità della propria vita, a chi vuole seriamente imparare la meditazione per insegnarla a propria volta utilizzandola nella professione della relazione d’aiuto.

I corsi rilasciano crediti ECM per medici e psicologi e crediti CF e ECP per counsellor.

IMMA: Imaginal Mindfulness Meditation Approach

Knowing and Seeing

IMMA costituisce una serie di raccolte privilegiate di esercizi di meditazione e risveglio. Queste Raccolte sono considerate i sentieri d’aiuto della Mindfulness Immaginale, consigliati a tutti i professionisti della relazione d’aiuto che intendono utilizzare la meditazione come strumento della loro opera.

Da dove viene IMMA

Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero

Si sono conosciuti nel lontano 1982. Il reverendo Sumanoloka era un monaco eremita Theravada ed abitava in una gratta nell’eremo della foresta di Abharana in compagnia del suo venerabile maestro Ghata Thera. Selene era una ragazzina che fu condotta nell’eremo dal suo maestro di yoga e scimanismo Michael Williams. Selene passò lunghi periodi nell’eremo, per circa sei anni, divenendo monaca a sua volta. Nel 1989, alla morte di Michael Williams, Selene tornerà in Europa, lasciando lo stato monastico. Otterrà dei master nel Regno Unito, in Svizzera conoscerà James Hillman e scriverà molti libri, farà molti documentari e viaggi, e tornerà molte volte in Sri Lanka per meditare. Anche Gotatuwe Sumanaloka Thero, che é tutt’oggi Monaco buddhista theravada, verrà molte volte in Svizzera e in Europa per aiutare Selene ad insegnare la meditazione anche in Occidente.

Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero insegnano meditazione dal 1990 sia in Asia, sia in Europa.

L’approccio immaginale è l’impronta data da Selene Calloni Williams a tutte le discipline da lei divulgate: la meditazione, lo yoga, il counselling, le esperienze transgenerazionali (costellazioni, psicogenealogia), lo Sciamanismo.

L’impegno di Selene Calloni Williams e di Gotatuwe Sumanaloka Thero è rendere la meditazione fruibile dai professionisti della relazione d’aiuto senza snaturarne il carattere profondamente spirituale, sebbene non necessariamente religioso.

Le Raccolte di Pratiche o Protocolli sono state realizzate in un secondo tempo per rendere le pratiche della meditazione più facilmente fruibili dai professionisti della relazione d’aiuto.

La Mindfulness Immaginale pur essendo decisamente più spirituale e vicina all’insegnamento originario del Canone Pali della Mindfulness che viene dagli Stati Uniti, costituisce tuttavia non già un passo indietro, bensì un passo ulteriore perché contribuisce a porre chiarezza tra terapia e rituale, tra intervento anestetico ed esperienza estetica, tra bisogno di controllo, gestione, potere, e capacità di darsi nell’esperienza del sacro.

La Mindfulness Immaginale ha conosciuto in questi ultimi anni una repentina è fortissima espansione. I cosidetti immaginalisti, professionisti della relazione d’aiuto, che la insegnano sono ormai numerosi. Questo è dovuto probabilmente al fatto che la Mindfulness Immaginale dà molto sia a chi la apprende, sia a chi la insegna, ponendosi ogni volta come esperienza autentica.

La Mindfulness Immaginale è molto apprezzata non solo dagli assoluti neofiti, ma anche da chi può già ritenersi esperto di meditazione ancor prima di approcciare la Mindfulness. Chi conosce già la meditazione, infatti, si ritrova nella Mindfulness Immaginale poiché essa mette molta cura nel preservare l’aspetto intimo, spirituale, sacro, magico e profondo della meditazione anche quando la porta in ambito scientifico.

Per ora abbiamo a disposizione le seguenti Raccolte di Pratiche o Protocolli

IMMAN: Imaginal Mindfulness Meditation Approach NontherapyIl cammino del nutrire i demoni a mezzo della attenzione cosciente.

È il Protocollo specifico nel raggiungimento dei seguenti obiettivi:

Comprendere e Vedere:

  • stress
  • traumi
  • ansie e paure
  • tristezza e scoraggiamento
  • dipendenze
  • post-mortem
  • qualità del sonno
  • malattie, disagi, disturbi
  • problemi di relazione affettiva e sociale
  • problemi con la sessualità
  • problemi con l’energia del denaro

La meditazione non è terapia.

La terapia desacralizzata parte dall’Io e ha come fine il rinforzo delle strutture dell’Io. Essa si muove, sulla base di categorie diagnostiche, al fine di prendersi cura della persona, sia nelle sue apparenze di corpo (oggetto corporeo), che di emotività e di mente.

La persona (dall’etrusco “persu”) è una maschera, che la meditazione ha il fine di dissolvere.

L’obiettivo della meditazione è il nirvāṇa o nibbana, che è la “estinzione” dell’Io, della sensazione illusoria di esistere quali individui distinti e separati dal tutto.

Se la terapia desacralizzata si prende cura dell’Io e della persona, la meditazione punta all’anima e alla dissoluzione della maschera della persona e dei veli dell’illusione dell’Io che la coprono.

La meditazione può essere impiegata dai professionisti della relazione d’aiuto (terapeuti) a patto che essi comprendano che si tratta di un rituale sacro e non di una terapia desacralizzata.

La terapia può certamente divenire rituale, quando incontra il sacro. Questo incontro avviene dentro il malato, nella sua intimità, può essere sostenuto dal terapeuta solo se egli, a sua volta, ha incontrato, sperimentato, vissuto e goduto le meravigliose vette del sacro.

Se questo incontro non si produce non è corretto parlare di meditazione. Si può parlare di training autogeno, rilassamento guidato, immaginazione attiva, ecc. Ma non di “meditazione” e tanto meno di “Vipassana”, “Vidarshana”.

Nel contesto del rito sacro i nostri mali, i nostri disagi, disturbi e problemi sono il nostro più grande patrimonio, essi sono la voce dell’anima che chiama a un viaggio profondo e vanno nutriti con attenzione cosciente fino a che possiamo vederli, trasmutati nella luce della conoscenza, come i nostri più potenti alleati.

Il sentiero che conduce al nirvāṇa (estinzione delle illusioni e liberazione) e quello del samsara (la ruota delle illusioni) vanno in due direzioni opposte.

La meditazione è una esperienza estatica di stampo fortemente nonterapeutico assai più simile all’assorbimento estetico creato dall’arte. La meditazione non è necessariamente un cammino religioso, non comporta un credo o una fede, può essere praticata da tutti, indipendentemente dalla etnia, dalla cultura e dalla religione di appartenenza.

La meditazione è un cammino spirituale e naturale che, proprio come la natura, non è animato dalle categorie di bene e di male, di salute e malattia, di vero e di falso, ma unicamente dalla bellezza.

L’esperienza della bellezza è l’espressione della capacità di darsi, della intrinseca e irrinunciabile impermanenza di ogni cosa.

Darsi è il “sacrum facere”, è il fuoco dell’amore che manifesta l’estasi.

IMMAA: Imaginal Mindfulness Meditation Approach for Adolescence – Il cammino del rituale di passaggio

Il rito sano

Gli adolescenti necessitano della dimensione rituale che possa permettere loro di restare in contatto con i ritmi interiori della natura secondo i quali la loro vita è stata condotta durante l’infanzia, mentre, dall’altra parte, si sviluppa in loro la necessità di divenire adulti. Se la famiglia e la cultura non sono in grado di fornire rituali “sani”, essi rischiano di aggrapparsi ai rituali devastanti del “branco”.

La meditazione può dare ai ragazzi tanti diversi, creativi rituali costruttivi per affrontare al meglio la loro età di passaggio.

IMMAC: Imaginal Mindfulness Meditation Approach for Creativity – Il cammino delle idee

 Le idee non sono nostre

Una delle prime cose che il meditante ben guidato apprende è che le idee non sono nostre. Le persone si comportano verso le idee come se queste fossero un secreto del loro cervello, in verità le idee sono idoli, dei e demoni (“eidola”).

IMMAC è l’aspetto più magico della meditazione. Quello che ti rende capace di parlare con gli dei e di collaborare con essi, in un processo erotico-creativo, alla genesi delle immagini che governano gli eventi. “Tu sei il maestro delle cose, non la vittima designata delle loro reazioni!” (Sri Aurobindo “La sintesi dello Yoga”).

IMMAV: Imaginal Mindfulness Meditation Approach for Vipassana and Virdashana Knowing and Seeing

Vidarshana (Seeing) è la visione profonda che si produce quando, entrando nella materia, il meditante ne vede la sostanziale vacuità.

La meccanica quantistica ci insegna, infatti, che ciò che vediamo non è ciò che è.

La fisica quantistica ci mostra che, a livello subatomico, la materia è una onda che si propaga nel vuoto e si comporta come una particella solo quando viene osservata. Non è possibile conoscere simultaneamente la velocità e la posizione di una particella quantistica, poiché quanto maggiore è l’accuratezza nel determinarne la posizione, tanto minore è la precisione con la quale si può accertarne la velocità e viceversa. Questa proprietà, che è conosciuta come Principio d’Indeterminazione di Heisenberg, non dipende dai limiti dei nostri strumenti, bensì rappresenta una caratteristica intrinseca della materia stessa. Le particelle subatomiche emergono dal nulla all’improvviso, per frazioni infinitesimali di secondo, e poi nuovamente svaniscono nel nulla. Esse sono onde che si comportano come particelle quando vengono osservate.

Tutto ciò era ben conosciuto agli antichi, se lo Shiva danzatore descritto negli antichi Veda indù è rappresentato come l’anima stessa del big bang e della danza della materia nel vuoto. Il luogo in cui avviene la danza, il Chidambaram, il centro dell’universo, si trova nel nostro cuore. Ecco cosa scrive in proposito il grande indologo Coomaraswamy: “Nella notte di Brahma la natura è inerte e non può danzare fino a che non lo vuole Shiva: Egli si desta dalla Sua estasi e, danzando, invia attraverso la materia inerte onde pulsanti di un suono che provoca il risveglio; anche la materia inferiore danza apparendo come una aureola intorno a Lui. Danzando Egli sostiene i Suoi molteplici fenomeni. Nella pienezza del tempo, sempre danzando, Egli distrugge con il fuoco tutte le forme e i nomi e concede nuovo riposo. Questa è poesia, ma è anche scienza. (cfr. Ananda K. Coomaraswamy, “La danza di Shiva”, Luni Editrice, 1997, P. 83.).

Vipassana (knowing) è l’insight, la comprensione grandiosa e immediata che sia precede la visione, sia si sviluppa dalla visione. Grazie a questa comprensione la vera natura di corpo, emotività e anima è spiegata e con essa è spiegata la sensazione del nascere e del morire e del dolore. La visione e la comprensione dei fenomeni quali illusioni della coscienza (“chitta maya”) dissolvono le apparenze samsariche fino alla liberazione finale.

IMMAV è la raccolta di pratiche che segna il sentiero del penetrare la delusione della sostanzialità o compattezza per vedere la reale natura del proprio corpo.

Articoli e interviste sulla Mindfulness

 Articoli dedicati alla Mindfulness

Dal Buddhismo Theravāda alla «Mindfulness Immaginale» Articolo di Selene Calloni Williams pubblicato sulla Rivista “Missioni Consolata”, numero di Marzo 2017

Mindfulness Immaginale – Liberiamo la potenza della meditazione Articolo di Selene Calloni Williams pubblicato sulla rivista “L’altra medicina”

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